Gunpla


gunpla
Per tutti coloro a cui non basta ammirare un mobile suit in televisione, e molto prima che i videogame dessero la possibilità di pilotarne uno, niente di meglio che possedere una riproduzione del mecha favorito sia essa una miniatura monocromatica o una scatola di montaggio composta da centinaia di pezzi. Ecco quindi i ガンプラ, si legge GUNPLA, contrazione di GUNdam PLAstic, ossia riproduzione in plastica di un mecha dal mondo di Gundam.

Si tratta di un settore molto vasto, sicuramente il più remunerativo con un giro d’affari annuo stimabile in centinaia di milioni di euro. La maggior parte dei mecha introdotti nelle serie animate create dalla Sunrise sono stati riprodotti dalla Bandai o in scatola di montaggio o come giocattolo; meno fortuna hanno avuto i personaggi. Se di norma una serie televisiva è il motore primo del merchandise, gunpla compresi, ci sono anche casi in cui prima sono venuti i modellini e poi l’opera che ne narra le gesta, ad esempio Silhouette Formula 91.

Volendo si possono individuare quattro tipologie di gunpla:

1) modellini: articolati in più pezzi generalmente sono in plastica colorata e si montano a incastro così da non richiedere, teoricamente, colla o verniciatura. A questa categoria appartengono tutte le linee con la parola “Grade” nel nome, nonchè gli EX, gli UCHG e i Mega Size;

2) action figure: giocattoli più o meno articolati a cui aggiungere o togliere armi o altro, ad esempio MSiA, GFF, Robot Damashii ecc.;

3) trading figures o gashapon: sempre giocattoli ma confezionati a caso. Come per le figurine dei calciatori, sono necessari scambi di doppioni per completare una collezione. Un esempio sono i Gundam Collection;

4) garage kit: modellini solitamente in resina e prodotti da compagnie diverse dalla Bandai, tra i nomi più attivi ricordiamo B-Club, G-System, Studio Reckless, Core Works, ecc.